martedì 24 aprile 2007
mercoledì 18 aprile 2007
La stanza del silenzio
Fausto Bertinotti è un vero leader di sinistra, anche se cachemirizzata, è una persona corretta con gli avversari, apprezzabile anche per il concetto che ha della politica, veste molto bene, è attento ai movimenti culturali in seno alla società. E' affascinante con la r moscia, stile Avvocato.Le sue idee interferiscono quotidianamente con il ruolo di Presidente della Camera, invece che tenere un self-control british mette becco su tutto, arriva a dire "il capitalismo italiano è un estremo di impresentabilità". Rispondono per le rime le Formiche:
"Stimiamo ed apprezziamo il presidente della Camera, Fausto Bertinotti. A maggior ragione, restiamo sgomenti di fronte alla sua affermazione secondo cui "il capitalismo italiano è un estremo di impresentabilità". Che la terza carica dello Stato si esprima in questi termini nei confronti degli imprenditori e degli operatori economici del suo Paese, davvero impensierisce. E' vero che esiste un problema di impresentabilità in una parte della classe dirigente italiana, ma consigliamo sommessamente a Bertinotti di volgere il suo sguardo nel Palazzo che guida e rappresenta"
Qui, grazie a luci soffuse e sedie di classe (mica le sedie di plastica della porchetta di Ariccia!) i nostri degni rappresentanti potranno meditare e riflettere.
La stanza sarà progettato dall'architetto Paolo Portoghesi, le cui simpatie all'Islam sono note a tutti. Non c'è male dopo quella dedicata a Carlo Giuliani.
Ma veramente il senso religioso e la voglia di meditare si appagano col silenzio? Don Giussani e suoi ragazzi la pensano in modo molto diverso. E' un avvenimento, vedi il Cristo, che ci fa scoprire il senso autentico del religioso, come dice oggi Luca Volontè.
Perchè invece meditare col nulla assoluto, nessun simbolo religioso alle pareti? Bertinotti si vergogna del cristianesimo e del crocefisso?
Si, si vergogna delle proprie radici, vuole comprimere millenni di storia in una stanza vuota, soprattutto di anima e cuore.
Ma dal novello Robespierre che candida Luxuria, che possiamo aspettarci?
Pubblicato da
FREDDIE IL PINGUINO
alle
19:31
0
commenti
Link a questo post
Etichette: relativismo, Sinistra
lunedì 2 aprile 2007
Una scuola nichilista
Articolo magistrale sul degrado della scuola italiana, firmato da Ernesto Galli della Loggia, oggi sul Corriere. Galli invita a riflettere sul vuoto educativo della scuola italiana, una scuola fatta a misura degli insegnanti sessantottini, una scuola che non trasmette i valori della vita, che non forgia i giovani. Una scuola destrutturata dal bullismo, dove manca la libertà.
Pubblicato da
FREDDIE IL PINGUINO
alle
19:45
0
commenti
Link a questo post
Etichette: scuola
giovedì 29 marzo 2007
La strana coppia a difesa della famiglia: Pezzotta e Roccella
Il provincialismo dei giornali italiani, che legge i rapporti tra religione e politica con le lenti deformate dell'ideologia, è rimasto sbigottito.I laicisti e i cattolici democratici che dominano nelle redazioni dei grandi giornali neanche ci dormono la notte.
L'allenza tra laici e cattolici in difesa della famiglia, una difesa completamente laica, che si ispira alla Costituzione e ai diritti naturali delle persone, li spaventa.
La ragionevolezza di moderati come Savino Pezzota, che stimo da una vita, ci rasserena e ci fa sperare in una battaglia sempre più condivisa a difesa dei nostri valori.
Lasciamo al loro destino i Di.co e Rosy Bindi, che ha avuto il coraggio di dichiarare che il manifesto del Family Day è vago e che il suo governo fa grandi politiche a favore della famiglia. Ma in che mondo vivi, Rosy? Avete mazzolato le famiglie più bisognose e con più figli con più tasse in Finanziaria. Chi ci dovrebbe pensare a quelle, Luxuria?
Pubblicato da
FREDDIE IL PINGUINO
alle
19:16
1 commenti
Link a questo post
mercoledì 28 marzo 2007
Thè con Napolitano
Nel centrodestra il trauma di ieri ha lasciato molti segni, tra cui il completo stato confusionale di Forza Italia e le mosse a dir poco azzeccate di Pierferdi Casini.
Casini ha votato a favore della missione e aveva promesso che, se il governo non avesse ottenuto la maggioranza dei senatori eletti, sarebbe salito a colloquio con Napolitano. Cosa che avrebbero dovuto fare, fino a ieri, tutte le altre forze della Cdl.
Oggi solo Casini è salito al Colle, per chiedere le dimissioni di Prodi e un governo di larghe intese.
L'autolesionismo invece regna sovrano in Forza Italia e An. Gli esponenti dei due partiti si aggrovigliano in contorsionistiche giustificazioni del voto contrario alle missioni. Di salire al Colle non se ne parla nemmeno. Paolo Bonaiuti ha detto che ci si penserà nelle prossime ore. Chissà, forsea alle 2 di notte le porte del Quirinale sono ancora aperte...
Ha votato a favore del decreto differenziandosi dalla Cdl e salvando l'onore dei militari all'estero, non ha aiutato Prodi, si è mostrato agli occhi della gente come un leader responsabile.
Roberto Weber, responsabile della SWG, ha dichiarato ad Affari Italiani che il progetto di un centro riformatore e liberale portato avanti da Casini potrebbe raccogliere tra il 15% e il 20% dei consensi, aggregando quella vasta prateria moderata delusa dalla flebile spinta liberale di Berlusconi e da un centro-sinistra condizionato dagli estremisti. Quindi UDC, pezzi di Forza Italia, Udeur, i cattolici della Margherita.
Vedremo che succederà. La tattica di Casini darà i suoi frutti? Bisognerà aspettare un pò di tempo. Con un Fini appiattito sulla Lega, la partita per formare un nuovo centro-destra sembra meno in salita.
Non servono vendette, altrimenti rischiamo di perdere un' occasione storica.
"Ditelo pure, voi. Dite pure che con l’astensione del centrodestra sull’Afghanistan il governo si è rafforzato e il centrodestra stesso si è indebolito. Ma noi risponderemo che la cosa più importante era riprendere la testa del nostro popolo che voleva travolgere Prodi. E l’abbiamo ripresa. Dite pure che il modo bislacco e ubriachesco con cui si è arrivati alla scelta ha compattato quelli che fin lì risultavano divisi e ha diviso quelli che fin lì sembravano compatti. Ma noi risponderemo che la cosa più importante era riprendere la testa del nostro popolo. E l’abbiamo ripresa. E aggiungete pure, sempre voi, sempre i soliti, che quella di votare contro si è rivelata una testimonianza ambigua, incomprensibile, velleitaria. E che meglio Casini, allora, e che siamo soltanto dei dilettanti, e che non mastichiamo niente di politica. Ma noi risponderemo per la terza volta che la cosa più importante era riprendere la testa del nostro popolo. E noi l’abbiamo ripresa, la testa del nostro popolo. E l’abbiamo riaperta. E dentro non c’era di nuovo un cazzo".
Pubblicato da
FREDDIE IL PINGUINO
alle
18:20
0
commenti
Link a questo post
Etichette: centrodestra, moderati
Dilettanti allo sbaraglio. Con il populismo contro i nostri soldati
Il Cavaliere si è rivelato, in una occasione come questa, un dilettante allo stato puro. Il codazzo al seguito peggio (Schifani, Bossi, Fini).
Berlusconi ha fatto votare contro le missioni all'estero, non è riuscito a far passare un emendamento serio come quello Schifani, ha fatto cassare in commissione quello dell'Udc che poteva creare scompiglio nel malandato campo avversario, ha fatto passare Prodi come il vero difensore della politica estera atlantica e come autentico salvatore della patria, ha spaccato il centrodestra su una cosa che aveva votato la scorsa settimana.
Risultato peggio di questo non poteva esserci.
Ci siamo ridotti così noi di Forza Italia, ad inseguire la Lega e Calderoli, il quale oggi ha dichiarato che "non ci sono due opposizioni, ma una soltanto che ha fatto una cura dimagrante, eliminando la trippa.". Questa è la gente che ci ritroveremo nel Partito delle Libertà?
Qui si trattava di difendere l'onore della Nazione, si doveva riflettere, mediare, fare riunione con tutti i partiti (non come ad Arcore con la sola Lega), mettere a punto una strategia.
Si poteva spacchettare la missione in Afghanistan dalle altre missioni, e votarla in modo separato.
Niente di tutto ciò, abbiamo dato un formidabile assist all'Unione anti-americana e filo-talebana.
Il decreto è insufficiente, lo sappiamo tutti, bisogna abolire gli inutili caveat, aumentare il potenziale di difesa delle truppe.
Ma da qui a votare contro (così vale l'astensione) ce ne corre. Un centrodestra di stampo europeo so sarebbe comportato così? Io credo proprio di no.
Berlusconi avrebbe dovuto ascoltare i consigli di Ferrara, di Frattini, della NATO e dell'ambasciatore Spogli. Invece no, pensiamo a mandare a casa un governo senza avere i voti per farlo.
La cagnara che sollevano i nostri giornali, come Libero e il Giornale, quando nel titolo dicono che Prodi non cade grazie all'Udc, fa venire il vomito.
L'aritmetica dice che, pure senza il voto di Casini, la maggioranza numerica, non quella politica, ci sarebbe stata comunque.
Prendersela con Casini, che ha tenuto la posizione che noi abbiamo sempre assunto, è di un infantilismo politico immenso, come gridargli "traditore". Traditore de che?
Arrivati a questo punto di rottura, è necessario ricucire.
Serve una idea forte, radicalmente diversa dalla spallata e dai brogli elettorali che ci hanno tormentati in questi mesi.
Serve una iniziativa politica seria, insomma bisogna ricostruire il centrodestra, che è sempre quello dal 1994.
Basterà una leadership stanca come quella di Berlusconi? Pensiamoci su (io, come tanti di FI, penso a lui), non è lesa maestà, tutti sono importanti ma nessuno è indispensabile, anche se grande come Silvio.
Pubblicato da
FREDDIE IL PINGUINO
alle
11:37
5
commenti
Link a questo post
Etichette: afghanistan, centrodestra, moderati
venerdì 23 marzo 2007
I veri socialisti riformisti? Non in questa sinistra
Dalla turbolente fase di Tangentopoli, che portò, con una spietata ed abile operazione mediatico-giudiziaria, alla decapitazione di tutto il vecchio centrosinistra e a spianare la strada al PDS di Occhetto, uscito miracolosamente indenne dalle indagini della Procura di Milano, il sistema politico italiano ne è uscito terremotato e profondamente modificato.A distanza di 15 anni, la questione socialista si ripropone all’ordine del giorno, grazie all’apertura nel centrosinistra dei cantieri del Partito Democratico, della Costituente Socialista di Bertinoro e del rassemblement della sinistra radicale.
Il progetto politico lanciato nelle scorse settimane a Bertinoro dal segretario dello SDI Borselli mira alla fine della diaspora e a ricostituire una forte area socialista, riunendo De Michelis, Spini, Caldarola con le vecchie glorie del passato tipo Giovanni Pieraccini. Il progetto è aperto pure al Correntone DS e a quelle forze che non riconoscono nel PD.
Non si sa dove si collocheranno questi temerari, se alla sinistra o alla destra del PD, se seriamente si fonderanno con la sinistra di Mussi, che è tutto fuorché socialdemocratica e riformista.
Ci corre in aiuto il colloquio di Giovanni Pieraccini con il Riformista, pubblicato sulle colonne del quotidiano arancione pochi giorni orsono. Noi potevamo pensare: nel 2007 un soggetto socialista si dovrebbe ispirare a Blair, a Clinton, a Shroeder. Niente di tutto questo: Pieraccini dice che immagina un socialismo riformista, ma nel senso lombardiano del termine, cioè programmazione economica e limiti alla libertà di mercato. A questo punto, tanto valeva riesumare
Insomma, davanti a noi c’è uno scenario molto intricato. Vi immaginate che significa unire nello stesso partito De Michelis e Mussi? Un partito che mette al centro del suo programma un anticlericalismo intollerante da fine ‘800?
Alla radice di tutto però, c’è il fatto di non aver costruito, subito dopo il crollo della Prima Repubblica, un partito socialdemocratico come in tutta Europa. Occhetto predilisse
Resta difficile credere, come fa l’ingenuo Enrico Manca, che il filone liberal-socialista possa vivere nel PD. Esso infatti non è altro che una creazione politica da laboratorio, una fusione a freddo tra due apparati burocratici pesanti, senza uno slancio di innovazione. Meglio ancora, una riedizione consumata del compromesso storico, come sognava 30 anni fa il padre del cattocomunismo italiano, Franco Rodano.
L’ombra di Craxi incombe sulla carcassa scassata della sinistra italiana e non le da tregua. Piero Fassino ha alle spalle un partito allo sfascio perché non ha ancora riflettuto sulla rivoluzione craxiana, ovvero la possibilità di una sinistra liberale in Italia. E’ inutile fare i liberisti, dare lezioni di mercato al centrodestra, e poi comprare banche coi soldi delle COOP o fare liberalizzazioni per ingrassare il loro monopolio. Ma questa è l’amara realtà.
L’unica speranza per i socialisti viene da Forza Italia. E’ in questo grande partito che socialisti liberali veri come Maurizio Sacconi, Stefania Craxi, Fabrizio Cicchitto hanno condotto dure battaglie per la libertà e per le riforme, come
Per noi cattolici liberali di FI, che non veniamo dal PSI, confrontarci e portare avanti le battaglie politiche con queste persone ci fa veramente onore.
Ecco, cari socialisti riformisti, Bettino Craxi avrebbe voluto questo. Le culture politiche più moderne, e storicamente vincenti, che concorrono ad un obiettivo comune: la modernizzazione dell’Italia.
Pubblicato da
FREDDIE IL PINGUINO
alle
17:37
1 commenti
Link a questo post
Etichette: Craxi, riformismo, Sinistra
giovedì 22 marzo 2007
Strada Chamberlain: così siamo tagliati fuori dall'Occidente
No, come a Monaco 1938, emule di Chamberlain, si è consegnato al nemico con una resa senza condizioni, ci ha tagliato fuori dall'Occidente.
E' veramente strano, per una volpe come D'Alema, non aver previsto le critiche feroci e il disappunto, che gli Stati Uniti e le cancellerie di mezza Europa hanno espresso all'Italia e alla sua allegra diplomazia dei movimenti, come dice Fausto Bertinotti.
Un funzionario di Washington, che è voluto rimanere anonimo, teme che questo metodo può condurre su una strada pericolosa. «Non è vero che abbiamo approvato lo scambio e le concessioni ci hanno colto di sorpresa» ha concluso la fonte. Critiche pure sulla Conferenza di pace con i talebani e alle regole di ingaggio delle nostre truppe.
Poco dopo anche il ministero degli Esteri britannico ha espresso «preoccupazione» per «le implicazioni della liberazione dei talebani» collegata al rilascio di Mastrogiacomo: lo ha detto una portavoce del ministero degli Esteri britannico.
Dal governo di Angela Merkel, via Spiegel, giungono voci che definiscono «un errore enorme» lo scambio. «L'Italia è soddisfatta, il giornalista è soddisfatto, ma lo sono soprattutto i Talebani», dice la fonte, secondo cui quello scambio ha rappresentato «un segnale sbagliatissimo per tutti i gruppi radicali e incoraggia nuovi rapimenti con obiettivi ancora più ambiziosi».
La ciliegina sulla torta la troviamo in un articolo sul Corriere di Francesco Verderami, il quale ha raccolto informazioni dai Servizi, secondo cui i talebani liberati sarebbero il doppio.
Noi, oltre che caldeggiare la nomina di Gino Strada al Ministero della Difesa, proponiamo pure, come ha detto Cossiga, che la sua illustre personalità sia insignita del titolo di Cavaliere di Gran Croce. Il motivo è noto a tutti: aver liberato 5 o 10 capi talebani catturati ingiustamente dalle forze Nato.
Rassegna stampa: IL SISMI: A HERAT CI ATTENDONO GIORNI DURI (La Stampa); DANIELE E' SALVO, MA IL PREZZO E' ALTO di Umberto Ranieri (Il Riformista); ATLANTICO PIU' LARGO di Carlo Jean (La Stampa); QUESTO PAESE SENZA TRASPARENZA di Renzo Foa (Il Giornale).
Pubblicato da
FREDDIE IL PINGUINO
alle
09:00
0
commenti
Etichette: afghanistan, Sinistra

